| CAPITOLO 1
A volte l'amore nasce per sbaglio, o è l'amore stesso che ci porta a sbagliare... ...L'amore è calmo, finchè uno dei suoi principi va contro ciò che ognuno prova per l'altro... ...allora l'amore non è più come un fiore da far crescere man mano... ...ma diventa una tempesta che infuria e che travolge ognuno di noi... ...diventa infinita gioia e profondo dolore... ...diventa la purezza del Paradiso... ...e la cupezza dell'Inferno... ...fino a ritornare di nuovo calmo, tranquillo... ...come un Purgatorio ove i peccatori di tanta sublime purezza e tanta passione e cupezza... ...meditano su ciò che avrebbero potuto fare... ...per rendere l'amore degno della parola che porta...
A volte amare può diventare difficile. Soprattutto se ti innamori sempre delle persone che sembrano non notarti. E soprattutto se la persona che si innamora non è magra. E la persona di cui si innamora è un fico da paura. Eh si, amare, a quattordici anni poi, diventa proprio difficile!
Katia si alzò dal letto di malavoglia, come tutte le mattine del resto. Non aveva proprio voglia di andare a scuola e sorbirsi alla prima ora la prof di tecnica e le sue recriminazioni sulla sua scarsa capacità di disegnare le assonometrie. Ma, infastidita dalle pesanti urla della madre, decise di alzarsi altrimenti la vicina avrebbe chiamato i carabinieri per schiamazzi mattutini. Dopo essersi vestita, lavata, truccata e aver mangiato qualcosa velocemente, uscì per andare a scuola, che era vicinissima a casa sua. Sperava di incontrare quel ragazzo che le piaceva tanto e che le aveva fatto dimenticare il suo compagno di classe del quale si era innamorata, non ricambiata, e per giunta lui l'aveva anche ingannata, facendole credere chissà che cosa! Aveva deciso di ignorarlo completamente, ma era impossibile: sebbene lui si era poi fidanzato, aveva continuato a torturarla e a prenderla in giro, cosa che la faceva stare ancora peggio... Meglio che non ci penso più, si disse tra sè, altrimenti a quello gli do ancora più importanza. Katia era molto pensierosa, e non si accorse che il ragazzo che ora le piaceva era poco distante da lei e aveva la stessa aria e...patapunfete! Andarono a sbattere l'uno con l'altra! Katia era imbarazzatissima. Riuscì solamente a mormorare un flebilissimo scusa. Giuseppe imbarazzava da morire, soprattutto le ragazze che non erano propriamente belle. Il ragazzo, totalmente indifferente come se tutto l'accaduto non gli riguardasse minimamente ma come se stesse guardando la scena da lontano, disse semplicemente "non fa niente, lascia stare" e se ne andò! Madonna quanto era bello! Con quella maglietta viola e i jeans scuri, quei bellissimi occhi castani e i capelli quasi neri a spazzolino, era proprio un gran fico! Questo d'altronde era il pensiero di moltissime ragazze nella scuola! Giuseppe entrava di diritto nella top ten dei ragazzi più belli di seconda, curata dalle giornaliste del magazine scolastico, tra cui c'era anche Katia e la sua amica Chiara, innamorata del migliore amico di Giuseppe, Giorgio, per questo facevano di tutto per incontrarli e andare nella loro classe per sondaggi o sostituzioni. D'altronde appartenevano alla stessa sezione, ed era facile che, se qualche prof non c'era, le ragazze di terza andavano in seconda. E anche quella mattina mancava un professore, proprio quella di tecnica. Katia, che comunque amava studiare, pensò che avrebbe preferito saltare mille lezioni ed essere bocciata all'esame piuttosto che perdersi l'opportunità di andare nella classe di Giuseppe e guardarlo per tutta l'ora! Felice, con le sue amiche Chiara e Rita, si diresse verso la classe e bussò.
CAPITOLO 2
La giornata era passata piuttosto in fretta. L'ora in seconda era stata molto divertente. Per compito la prof di italiano aveva assegnato un commento speciale sulla lettura che avevano trattato in classe. L'argomento era "Ti è mai piaciuta una persona con cui non hai nulla in comune e che avresti pensato che mai potesse piacerti?". Giuseppe si era un pò imbarazzato quando la prof aveva assegnato questo compito, lui si era appena lasciato con Maria, una bella ragazza di un'altra classe ma terribilmente oca. Lui voleva una ragazza che oltre al fisico, abbia anche un briciolo di intelligenza, sebbene lui non era una cima a scuola. Insomma, voleva una ragazza che aveva qualcosa da dimostrare. Il 95% delle ragazze della scuola erano tutte oche, un 3% erano brutte ma intelligenti, un 1% era praticamente invisibile mentre il restante 1% erano persone con un cervello e una faccia più che decente. Una realtà che metteva quasi paura. Senza contare che il 99% dei ragazzi della scuola sceglieva come fidanzata sempre quel 95% di ragazze oche, ma senza un briciolo di amor proprio e identità almeno apparente. "Toh, mi ricordo il sondaggio che ha fatto Katia, quella di terza, a memoria, sto diventando proprio na cima! I suoi articoli sono proprio divertenti...chissà se prenderò anche io ottimo in italiano l'anno prossimo...magari, anche se quella è la materia in cui vado meno peggio...io e l'inglese, ad esempio, siamo due cose distinte e separate, così come il francese...matematica poi non ne parliamo! Il programma è praticamente di quinta elementare, che senso ha seguire?" Mentre il ragazzo rifletteva su queste machiavelliche riflessioni all'uscita da scuola, nella piazzetta adiacente, una ragazza dai capelli neri gli disse che aveva urgentemente bisogno di parlargli. "Maria che vuoi? Abbiamo chiuso. Punto. Quante altre parolacce devi ancora urlarmi davanti a tutti prima che tu capisca che io con te non ci torno più?" "Ti piace un'altra, vero?" "Si, mi piace un'altra, qualche problema?" "Chi è? "Cazzi tuoi?" "Guarda che prima o poi verrò a saperlo ugualmente!" "Perchè che c'hai gli informatori?" "Che c'entra questo? Dai perchè non vuoi tornare con me? All'inizio ti piacevo!" "Hai capito bene...all'inizio mi piacevi...ora non più. Sei solo un'oca senza cervello! Non voglio stare con una che non sa fare neanche un discorso sensato!" In quel momento, nel pieno della discussione, Katia e le sue compagne Anna e Titti si stavano incamminando ed erano proprio nel punto in cui i due ex fidanzati stavano discutendo animatamente. Giuseppe, scocciato dalle continue domande della sua ex ragazza, disse "Vuoi davvero sapere chi mi piace?" e prese la prima ragazza che gli capitò a tiro, o meglio la prima con il cervello che gli capitò a tiro...Katia!!! Ella si sentì d'un tratto tirata e baciata sulle labbra, senza sapere neanche da chi! E quando si accorse che a baciarla era stato Giuseppe, poco ci mancava che sveniva! La reazione del ragazzo, alla vista di Maria che guardava tra lo schifato e lo stupito, fu di immensa gioia vendicativa. La reazione di Katia, fu totalmente diversa: aveva capito che doveva reggere il "moccolo", far finta di essere davvero la nuova ragazza di Giuseppe, ma aveva una paura tremenda di quello che sarebbe potuto succedere il giorno dopo a scuola. Maria sicuramente si sarebbe vendicata. E Katia era sicura che sarebbe stata lei il soggetto della sua vendetta.
CAPITOLO 3
Qualche giorno dopo. Giuseppe sembrava avere già dimenticato l'"incidente" capitato con Katia, anche se solamente all'apparenza e cioè davanti agli altri e alle innumerevoli ragazze che lo corteggiavano. In verità ci pensava sempre a quello che era successo: pensava che non aveva ancora chiesto scusa a Katia per averla imbarazzata davanti a tutti, pensava alla reazione di Maria e a cosa avrebbe comportato, pensava alla reazione del suo migliore amico Giorgio che lo avrebbe sicuramente preso in giro per tutto il resto della sua vita...ma pensava soprattutto al perchè avesse scelto di baciare proprio lei. Perchè ha un cervello? Perchè è cicciottella e ha gli occhiali per far notare ancora di più a Maria la differenza che c'è tra loro? O perchè gli piace? Giuseppe sembrava più propenso a credere alla terza ipotesi, ma aveva il timore di non fare la scelta giusta, di avere preso un abbaglio, che lei non lo considerasse minimamente visto che a livello cerebrale era 4 spanne sopra di lui... Katia pensava la stessa identica cosa! Perchè non si è ritratta quando Giuseppe l'ha baciata? Eppure poteva benissimamente farlo perchè le piaceva, ma non al punto da baciarlo così, senza alcun trasporto...il suo primo bacio, accidenti, le aveva rovinato il suo primo bacio!! Lei lo immaginava in un'atmosfera più romantica, con un ragazzo che ricambiasse appieno i suoi sentimenti...e invece viene baciata da un ragazzo che le piace si, ma la tratta meno del nulla, e, per giunta, davanti alla sua ex dagli occhi assetati di vendetta! Vendetta che non si è fatta attendere: la mattina dopo Maria aveva fatto in modo che lo sapesse tutta la scuola, e per fortuna che la voce non era giunta ai professori, altrimenti sarebbe stata presa in giro per tutta la sua vita! Ma la cosa non toccava tanto lei, perchè ormai ci aveva fatto il callo con la stupidità della gente, ma era molto dispiaciuta per Giuseppe, non voleva che tutto l'accaduto si ritorcesse contro di lui, non era cattiva fino a quel punto...voleva solo che le cose ritornassero alla normalità: lei ancora dolce e "vergine" e lui impenitente e simpatico rubacuori. D'altronde, come poteva essere altrimenti? Nessuno avrebbe mai immaginato loro due insieme. Avevano molti punti in comune sul loro modo di pensare, ma atteggiamenti totalmente differenti nel metterli in pratica. Come avrebbe solo potuto pensare di avere una chance con un tipo simile? Il bacio che si erano dati non aveva importanza. No. Impossibile che lui non l'abbia scordato già. Si, matematicamente impossibile. Statisticamente impossibile. Ma quanto si era sbagliata.
L'amore nasce dal nulla, dal nulla nasce il tutto.
Mi sembri un fiore tu, sai, così delicato e particolare. Mi sembri un dolce tu, sai, così tenero. Mi sembri l'amore tu, sai, perchè mi dai la forza di credere in quello che faccio. Mi sembri me, sai, amore, perchè hai avuto il coraggio di apprezzarmi per come sono
"Mi sembri un poeta, sai?" "Ma dai, i poeti sono anni luce da me!" "No, Katia, sul serio sei un fenomeno!" "Davvero Chiara non dirai sul serio! E' una frase scritta tanto per fare...così..." "Se partecipassi al concorso di poesia, il primo, secondo e terzo premio li vinceresti tu!!! Peccato che a te la mania di competizione è proprio ridotta a zero!" "Che colpa ne ho se non mi piace competere con gli altri? Sai quante volte ci ho provato e ho sempre perso, tanto vale rinunciarci! Per certe cose non vale neanche la pena lottare...e non è solo la competizione..." "Mmf, stai ancora pensando a quel fatto? Ma dai, tanto lo sai che quello non ti caga proprio, in un modo o nell'altro doveva pur liberarsi di quell'oca...fidati, lascia perdere, quello non si è neanche degnato di chiederti scu..." "Scusate posso parlare un attimo con Katia?" "Come non detto!" esclamò Chiara La prof diede a Katia il permesso di uscire un attimo, fuori c'era Giuseppe che l'aspettava. "Volevo chiederti scusa, non volevo imbarazzarti...mi spiace che tu sia stata presa di mira da tutte...non volevo arrivare a questo..." "Figurati, io ormai sono abituata ad essere derisa...al contrario è a te che è andata peggio: d'ora in poi nessuna ragazza vorrà più mettersi con te solo per il fatto di avere baciato una simile mostruosità..." "Guarda che non sei una mostruosità..." "No sono l'essere più orrendo della terra!! Guarda bene che taglio di capelli idiota, due occhi che sembrano oceani tempestati di alghe ammuffite, e guarda che naso, sembra che me l'abbiano rotto chissà quante volte...e vedi il colore della mia pelle, sembro anzi sono una mozzarella, la pelle è più bianca della morte, sembro una botte del vino e..." Inaspettatamente, Giuseppe scoppiò in una risata così bella e spontanea che anche Katia non potè fare a meno di ridere. "Scusa, è che sei così buffa...è una delle qualità che apprezzo di più in una ragazza sai?" disse il ragazzo. "No è che io mi lamento sempre di me stessa...ah un altro difetto: quando mi emoziono divento ridicola e dico solo stupidaggini!" "Basta ti prego oggi devo essere interrogato non vorrei che mi venissero crisi di risate durante l'ora di tecnica..." "Già...ti immagini la faccia di quella? Ti mangerebbe vivo...poi nel suo orripilante stomaco ti farebbe a pezzettini...ti squarterebbe solo se tu dicessi la prima sillaba: professoressa non ho....zacchete! E sei già bello e mangiato!!" Giuseppe scoppiò a ridere così fragorosamente che il bidello, che stava pulendo, si girò e li guardò storto tutti e due, prima di mormorare, in tono perfettamente udibile, "bah!sti giovani d'oggi...". Ad entrambi i ragazzi vennero delle crisi di riso, tanto che decisero di salutarsi, e non parlare più dell'equivoco che era successo tra di loro. Insomma, praticamente non avevano chiarito nulla, e, come entrambi pensarono tornando a casa, forse era perchè non c'era nulla da chiarire.
CAPITOLO 4
Pioveva. Tuoni e lampi condivano la lenta e incessante monotonia della pioggia, spezzandola ogni tanto. Katia guardava quell'acqua che scorreva, entrava nelle fogne, bagnava le piante del suo modesto giardino. La pioggia le faceva sempre pensare ai ricordi del passato, specialmente ai più brutti. Lei, in un certo senso, si sentiva come la pioggia: come se ogni cosa, ogni dubbio, ogni malessere le fosse scivolato via quando aveva parlato con Giuseppe, il giorno prima. Si sentiva in un certo senso sollevata: ok, chiarita la questione, non abbiamo più nulla da dirci. Ognuno alla sua vita. Lei che tornava a guardarlo e a memorizzare giorno per giorno gli abiti che portava, lui a stare con le belle ragazze come Maria. Giuseppe pareva pensarla diversamente. Quella mattina era tornato a scuola sperando di riuscire a salutare la ragazza prima che suonasse la campanella, ma non c'era riuscito. Però riuscì almeno a sentirla cantare, durante le prove della recita. Le loro classi erano l'una affianco all'altra quindi non era difficile sentire i ragazzi che recitavano e cantavano per le prove. Tra tutta quell'orda di ragazzi che aveva stonato completamente una delle canzoni da cantare, sentì una voce distinguersi dalle altre, tremante ma bellissima. Era la voce di Katia. Doveva avere le mani che tremavano, come la voce. La paura di essere giudicata? Si disse Giuseppe. Vorrei tanto vederla. Ma cosa sto dicendo? Non mi ero ripromesso di andare ognuno per la propria strada, di non salutarla più e tutto come prima? Tanto lei vuole questo. Io invece vorrei tanto salutarla e parlare con lei. Solo quando la professoressa di matematica urlò infuriata perchè non ascoltava minimamente la sua spiegazione, Giuseppe si ridestò dai suoi pensieri e mormorò un flebile scusa.
E ora guardava quella pioggia. La guardava sperando che anche Katia la stesse guardando, con gli stessi pensieri che le frullavano per la testa. Spero tanto che domani artistica non c'è, così vado in classe sua e parlo un pò con lei. Il giorno dopo, alla prima ora, la seconda e la terza ebbero una bella notizia: mancavano sia la prof di musica che quello di arte! In terza, musica era stata prontamente sostituita da una professoressa di un'altra sezione, che li lasciò liberi di chiacchierare, con alcuni alunni al suo fianco per aiutarla a compilare i codici dei libri di testo della scuola. La seconda dovette essere divisa. Giuseppe e Giorgio non persero l'occasione di andare in terza. Katia e Chiara erano sedute nel banco vicine, la prima disegnava, mentre la seconda la guardava ammirata. Cosa stai facendo? Le disse. Il ritratto che mi aveva chiesto Marco. Uau è uguale, ma sei bravissima!!! Ma come fai? Non so, forse è perchè è tanto che mi esercito...rispose annoiata l'amica. Due colpi alla porta. Avanti, disse la classe in coro. Fu un colpo per Katia e Chiara vedere Giuseppe e Giorgio, i ragazzi che piacevano a loro, dire che mancava un professore chiedendo se potevano restare lì. La professoressa acconsentì e disse ai ragazzi di prendere due sedie e trovare un posto dove sedersi senza dare fastidio. I due presero due sedie libere lì vicino e si avvicinarono verso Katia e Chiara. Possiamo sederci qui? chiese Giorgio. Se volete...disse Katia, facendo la parte dell'indifferente senza staccare un attimo gli occhi dal suo disegno. Cosa disegni? chiese Giuseppe, cercando di rompere il ghiaccio. Faccio un ritratto ad un mio amico. Vorresti farne uno anche a me? Quella richiesta la colse alla sprovvista. Da una parte era tentata di accettare, avrebbe potuto spiarlo nei minimi dettagli senza che lui sapesse il vero motivo per cui lo faceva, ma dall'altra si trovava tremendamente in imbarazzo e aveva paura di fare qualche gaffe o di far capire che a lei piace. Decise di rischiare, così consegnò il ritratto finito a Marco e prese di nuovo la matita in mano. Ok, disse al ragazzo con un grande sorriso, mettiti in posa che comincio subito!
CAPITOLO 5
Giuseppe la guardò raggiante. Si mise subito in pose diverse, per vedere la faccia esasperata di Katia che lo rimproverava di mettersi in una posa migliore. Giorgio e Chiara decisero che era meglio allontanarsi, e con uno sguardo di intesa si allontanarono verso un banco vuoto, poco lontano. "Sembrano fidanzatini, non trovi?" disse Giorgio, cercando speranzoso lo sguardo di Chiara che puntualmente arrivò. "Si, sono carini insieme. E poi è da tanto che lei non è così felice..." "Che ne diresti di uscire con me sabato? Magari se vuoi porti anche la tua amica, e io porto Giuseppe, così..." "...facciamo un'uscita a quattro?" concluse la ragazza. "Già..." Giorgio era stranamente imbarazzato, non gli era mai capitato. Chiara intuì questo imbarazzo, e, cercando di mostrare autocontrollo e di non far vedere il suo stomaco che ballava la rumba, accettò, rivolgendo ancora lo sguardo a Katia e Giuseppe, che ridevano e scherzavano, e Katia felice come non mai.
"Allora, ti vuoi stare fermo una buona volta?" disse Katia tra il serio e il divertito, senza riuscire a nascondere un sorriso. "No." "Eddai...così non posso farti il ritratto!" E con un gesto inaspettato, Giuseppe si prese la matita e se la nascose all'interno dei pantaloni! "Dai che schifo!!!! Ridammela subito!" "No" "Eddai...non fare lo scemo!" "Ad una condizione" "Cosa devo fare?" "Devi riprendertela tu". "E io...dovrei mettere...la mano nei tuoi pantaloni??? Tu sei pazzo veramente!" "Si, sono pazzo" "Mi spiace, tienitela allora! Non ci tengo proprio a toccare...ehm...quel punto lì!" "Dai non ti sta guardando nessuno!" "No, farei una figura di merda, ma di quelle grosse...." "Ok, va bene, allora me la tengo io!" "Dai ti prego dammela! E' la quarta che perdo e ha detto mamma che non me le comprerà più se perdevo anche questa..." "Ma me la sono messa nelle mutande, non ti fa schifo?" "Piuttosto che stare senza matita, preferisco prendermi quella che sta nelle tue mutande!"
CAPITOLO 6
Due giorni dopo. Katia non si prese più la matita dalle mutande di Giuseppe e (con sua somma fortuna), nessuno si accorse di quello che era successo.
Giuseppe si svegliò molto presto, con un pensiero fisso: il regalo per Katia. Tutto quello che stava succedendo in quei giorni lo fece riflettere molto sul rapporto che stava costruendo con lei, tanto da fargli pensare che si, forse si stava innamorando. Per la prima volta nella sua vita si stava innamorando. Spesso pensava a cosa sarebbe successo se lui e Katia si fossero messi insieme: avrebbe dovuto sopportare pregiudizi e sfottò di ogni tipo, ma dopo un'attenta riflessione, concluse che, alla fine, non gliene fregava proprio nulla del pensiero della gente.
Katia entrò di malavoglia in classe: era in leggero ritardo. Oltrepassò la porta e trovò un capannello di alunni chini ad osservare qualcosa sul banco in prima fila, il suo banco! Sconcertata, si avvicinò e chiese ai suoi compagni cosa stavano guardando, quando i maschi cominciarono a prenderla in giro, sul fatto che lei avesse uno spasimante segreto. "Spasimante segreto? E chi sarebbe mai?" "C'è un regalo per te sul banco, ancora non te ne sei accorta?" "Un regalo per me? E chi mai mi farebbe un regalo?" "E' quello che mi sono chiesta anche io- osservò malignamente Titti, che si credeva la più bella e la più brava, ma in realtà era solo una cafona, tanto che in classe l'avevano soprannominata "solo io ce l'ho" perchè se la tirava troppo- chi mai sarebbe tanto ebete da farti un regalo?" "Io, forse?" esclamò una voce...familiare per Katia! Ma appena si voltò, non vide nessuno.
Dopo che i ragazzi si sedettero ai loro posti aspettando la professoressa che non arrivava, Katia, con la mano tremante, scartò il regalo. Una matita. Con i cuoricini e con la lettera K sopra. E un biglietto, piccolo, attaccato al pacchetto. "Scusami per la matita. Eccone una nuova. Spero che questa tu non la perda!!! Spero tanto che ti piaccia! E' buona anche per i tuoi disegni. Un bacio, Giuseppe PS: Giorgio ha invitato Chiara ad uscire, sabato. E ha invitato anche me. Vorresti venire con me? E' alla pizzeria vicino alla piazza, alle 20.00. Andiamo prima a farci un giro e poi mangiamo una pizza. Fammi sapere. Spero tanto che tu accetti." A Katia stavano per venire le lacrime agli occhi.
La prof non c'era, quindi Katia, Chiara e Rita andarono in seconda. Katia era decisa a rispondere a Giuseppe, e voleva ringraziarlo per il regalo. Quando entrarono in classe, Giorgio e Giuseppe si scambiarono uno sguardo come per dire: "ecco qua la tua futura ragazza!", poi fecero spazio nei loro banchi per far sedere le ragazze accanto a loro.
"Volevo ringraziarti per il regalo" sussurrò Katia, per non farsi sentire dai compagni di Giuseppe "davvero l'ho apprezzato moltissimo". Senza preavviso, Giuseppe prese la sua mano e la strinse forte, davanti a tutti, senza curarsi minimamente degli sguardi della sua ex Francesca. Katia era diventata rossa come un peperone, però continuò a tenere la sua mano stretta in quella del ragazzo, era così calda e morbida...si sentiva bene. Sì, dopo tre anni di follia, pianti, risentimenti, tentativi di suicidio, si sentiva bene.
CAPITOLO 7
Dopo quello che era successo prima, Katia era non felice, di più! A scuola andava meglio del solito, soprattutto nelle materie che non soffriva, a casa stava filando tutto a meraviglia, gli attriti tra lei e la madre non erano ancora finiti ma entrambe stavano cercando di costruire un rapporto migliore. Insomma sembrava andare tutto a meraviglia! Ma non si aspettava che presto, sarebbe stata delusa.
Il giorno dopo Katia andò a scuola di buon umore. Piena d'ansia e di gioia cercò il viso di Giuseppe, per andare a salutarlo, ma non riusciva a vederlo. Si voltò, nell'attesa, per andare a salutare le sue amiche, quando sentì la voce del ragazzo che amava. Si girò per incrociare i suoi occhi ma...quello che in realtà vide fu una mazziata enorme! Giuseppe stava baciando la sua ex Maria. Giuseppe Stava Baciando La Sua Ex Maria
Ciò che aveva visto la ferì come una enorme lama sul cuore. Era stata impunemente presa in giro. Tutto ciò che era accaduto quindi per lui non valeva niente? Si sentiva la testa girare, stava avvenendo ciò che non avrebbe mai voluto accadesse. Ogni volta che era in una situazione di stress particolare, Katia aveva fortissimi cali di pressione, più lo stress era tanto, più grave era la debilitazione e Katia rischiava sempre grosso. E in quel momento, non rischiava grosso, ma GROSSISSIMO! Fortunatamente Chiara, che aveva visto incavolata nera tutta la scena, e Giorgio, incavolato nero peggio di Chiara, riuscirono a sorreggerla e a chiamare i professori e il bidello per chiamare l'ospedale.
Buio. Tanto buio. E una tremenda confusione. Ecco quello che provava Katia in quel momento: confusione, mista ad un irrefrenabile desiderio di uccidere qualcuno. Quel qualcuno che ora sedeva accanto a lei.
CAPITOLO 8
Katia voleva una sola cosa: la vendetta. Aveva deciso di non lasciare per niente impunito ciò che le aveva fatto Giuseppe, e sapeva già come doveva fare.
Avuta la certezza che non correva più alcun pericolo, Katia chiamò la sua amica Rita, che aveva tutti i numeri degli alunni della scuola^^, per chiederle il numero di cellulare di Maria. Ottenuto il numero, compose il numero, prese un fazzoletto e lo mise sulla cornetta, per alterare la sua voce. Speriamo che risponda lei, pensò.
Tombola. Era la voce di Maria. "Chi è?" chiese la ragazza "Sono un'amica. E quest'amica vuole avvertirti che Giuseppe ti tradirà esattamente sabato alle 20-20.30" "Chi sei? Come fai a saperlo?" chiese Maria, ansiosa. "Non posso dirtelo, ma se fossi in te, mi vorrei vendicare. Fidati, recati nella piazzetta e vedrai il tuo amato che ci proverà con un'altra. Non prendertela con la ragazza, lei non sapeva nulla che tu e lui stavate ancora insieme!" "Aspetta, voglio sapere chi ti ha dato il mio num..." Niente. Katia aveva staccato.
E arrivò il sabato sera. Katia, raggiante perchè di li a poco si sarebbe compiuta l'agognata vendetta, e Giuseppe, felice di avere preso in giro l'ennesima ragazza, passeggiavano tranquilli, poco distanti da Chiara e Giorgio, che si abbracciavano come due innamorati.
Bene. Sono le 20.10. Tra poco il polipone avrà una bella sorpresa...pensò Katia. "Ci sediamo su una panchina?" chiese il "polipone". "Certo" rispose Katia, con un finto sorriso che in realtà voleva dire: ah non so che te farei...bastardone! Si sedettero. Katia cominciò a riflettere. E se era una scelta sbagliata la vendetta? Se la questione doveva essere risolta con la diplomazia? Vabè, ormai il guaio è fatto, poi lui se lo merita...sì, però non posso fare a meno di sentirmi triste... Improvvisamente Giuseppe le si avvicinò ancora di più, fin quasi a sfiorarle le labbra. "Cos'hai? Perchè hai quel faccino?" Che faccia di bronzo! E me lo chiede pure!!! In quel momento si sentì uno strillo isterico. "Bastardo! Allora quell'anonimo aveva ragione! Ah ma io ti ammazzo! E la stavi pure baciando, la stavi!" "M-Maria, che ci fai qua??? Non dovevi andare alla festa di Susanna?" "No, non ci sono andata più, perchè volevo vedere se davvero mi tradivi! Che bastardo! L'anonimo aveva ragione!!" "Anonimo? Chi anonimo? Chi è che ti ha detto che io ti avrei tradito?" Giuseppe era spaventato "Io" esclamò Katia. "Tu?" dissero all'unisono Maria e Giuseppe. "Si, io. Quando qualche giorno fa vi ho visti che vi baciavate, mi è crollato il mondo addosso. Ho avuto un calo di pressione per colpa di quel bacio. Volevo vendetta. Non credevo che mi, cioè CI, avresti preso in giro così. Me ne vado. Stai con Maria che è meglio, è più adatta a te" Giuseppe non sapeva cosa dire. Come se cercasse di fermarla, stese la mano, ma poi la ritrasse. "Aspettami Katia, vengo con te!" disse inaspettatamente Maria "Neanche io voglio stare con un ragazzo che mi ha solamente preso in giro! Che ne dici, andiamo a mangiare una pizza? Offro io, così mi faccio anche perdonare dell'equivoco che abbiamo avuto qualche tempo fa*. Aveva perso un ragazzo, ma aveva guadagnato un'amica.
CAPITOLO 9
Nei giorni seguenti, Katia non usciva più di casa. Doveva prepararsi per l'esame di terza media, e quando andava a scuola, non pensava assolutamente a nulla che non avesse a che fare con lo studio. Ma era anche un motivo per non concentrare il suo pensiero su Giuseppe, che l'aveva fatta fin troppo deconcentrare.
Un giorno, però, decise di prendersi una pausa, così andò al compleanno di una sua amica di seconda Alessandra, che andava nella stessa classe di Giuseppe (era anche una delle sue tante ex) facendosi promettere che non lo avrebbe invitato.
Si acconciò come meglio poteva, mettendo in risalto le parti migliori di sè, restando comunque semplice come era sempre stata. Quando arrivò alla festa, fu felice di constatare che il fratello gemello (in classe cn la sorella) della festeggiata non c'era. Le era piaciuto l'anno prima, ma non l'aveva mai confessato a nessuno, perchè si imbarazzava. Era uno dei suoi tanti, complicati segreti da adolescente.
Alla festa si divertì moltissimo. Il fratello di Alessandra, Francesco, era proprio divertentissimo, faceva battute a rotazione e buttava sul ridere ogni situazione. Era anche figo, il che non guastava, Aveva degli occhi azzurri che trapassavano, i capelli di un castani chiari corti e a spazzolino, un pochino ricci e tenuti su col gel, dei tratti dolci ma non troppo, ed era anche intelligente. Certo, non era popolare come Giuseppe, ma anche lui aveva il suo bel daffare con le ragazze, perchè era bello, solo che rispetto ai suoi compagni si esponeva di meno. Vinceva in simpatia, però.
Ripensando al divertimento di quella sera, Katia si sentì più sollevata, e sperava davvero di riuscire a dimenticare presto Giuseppe. Inaspettatamente, si mise in funzione la suoneria che segnalava l'arrivo di un sms sul cellulare. Erano le undici e mezza di sera, chi mai voleva inviarle un sms a quell'ora? Alessandra. Quando lesse il contenuto dell'sms, poco ci mancava che le venisse un colpo. "Piaci da morire a mio fratello. Gli ho kiesto xkè alla festa ti guardava sempre e lui si è fatto tt rosso, poi alla fine ha konfessato ke vorrebbe mettersi kon te. Se a te piace, fammelo saxe, nn vedo l'ora di prendervi in giro tutti i giorni!!! Baciotti Ale"
Katia piaceva da morire a Francesco? Uhm, pensandoci, perchè no? si disse Katia. Mi piace e poi, può darsi che riesca a dimenticare Giuseppe! E si addormentò serena e decisa, il giorno dopo, a dire sì a Francesco.
Fatemi sapere se vi piace!! |